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Banda larga sempre più
mobile
Nel 2009 si
volerà a 21 mbps
Grazie alla nuova tecnologia Hspa+ le compagnie
offriranno connessioni mobili molto più veloci della stessa
adsl. Dopo Vodafone tocca a Telecom. Presto arriverà anche 3
di ALESSANDRO LONGO - La
Repubblica
PARTE la sfida dell'alta velocità su rete
cellulare. L'anno prossimo ci sarà un salto in avanti: la
banda larga in mobilità, di alcuni operatori, crescerà di
quattro volte (almeno sulla carta), grazie alla nuova
tecnologia Hspa+. È l'evoluzione dell'attuale banda larga
mobile usata da tutti gli operatori italiani, cioè l'Hspa
(High speed packet access), che è a sua volta l'evoluzione
dell'Umts. Gli operatori interverranno quindi sulla propria
rete per adottare l'Hspa+.
L'ultimo annuncio è
arrivato, ieri, da Telecom Italia: porterà la banda a 21 Mbps
in download e 5,7 Mbps in upload a partire dal primo semestre
2009. La banda di download nel secondo semestre sarà portata
poi a 28 Mbps. Oggi la velocità massima è di 7,2 Mbps in
download e circa 2 Mbps in upload, nelle zone più fortunate,
cioè solo su una piccola percentuale della popolazione (la
gran parte arriva a 1,8 Mbps o a 3,6 Mbps). In teoria, quindi,
le nuove connessioni di banda larga mobile toccheranno
velocità pari o persino superiori alle attuali Adsl (che si
fermano a 20/1 Mbps).
Idem per Vodafone, che è stata
la prima a fare un annuncio simile, il mese scorso: dalla
primavera 2009 porterà la banda a 14,4 Mbps. 3 Italia, invece,
dice a Repubblica.it che nel 2009 solo sperimenterà i
21 Mbps e poi li aprirà agli utenti a partire da gennaio 2010.
Per raggiungere quelle velocità, l'utente dovrà usare
cellulari oppure schede o modem Hspa+ (collegando questi
ultimi due a un computer). Ancora non ci sono sul mercato: si
arriva al massimo a 7,2 Mbps con gli attuali prodotti. I
prezzi dovrebbero essere uguali o inferiori a quelli delle
offerte ora disponibili per navigare in mobilità.
Prima
di disdire la propria Adsl e passare alla banda larga mobile,
conquistati da queste promesse, facciamo attenzione, però.
Meglio sapere prima che quelle saranno velocità disponibili
all'inizio solo nelle grandi città (come avviene ora con i 7,2
Mbps). L'operatore può offrire molta banda mobile solo nelle
zone ben coperte da fibra ottica, responsabile del trasporto
di dati a/da internet e quindi in gran parte della velocità
finale e reale. Per questo motivo, già Vodafone chiede di
poter contare su parte dei finanziamenti pubblici previsti
contro il
digital divide
. Sono soldi che le servirebbero, tra le altre
cose, appunto per mettere fibra laddove non c'è e dare quindi
a tutti i 14,4 Mbps.
Secondo problema, quelle
dichiarate sono soltanto velocità teoriche: dipenderanno molto
dal numero di utenti che è connesso nello stesso momento sulla
cella. È vero che anche su Adsl l'affollamento delle
connessioni determina la velocità finale, ma su banda larga
mobile il problema è più scottante. La velocità dipende
infatti anche dalla quantità di spettro radio disponibile per
la banda larga mobile, una risorsa ora molto scarsa e che
tende a saturarsi con molte connessioni contemporanee.
La soluzione sarebbe dare più spettro agli operatori
mobili, che è appunto quello che stanno chiedendo allo Stato:
una lotta per le risorse che entrerà nel cuore con il
passaggio alla tv digitale terrestre. In quel momento si
libereranno frequenze, ora usate per la tv via etere, e
potranno essere assegnate per altri scopi, anche per la banda
larga.
(23 dicembre 2008) - "La
Repubblica"
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